THE ART COVER

 

CORSOVENEZIAOTTO ha presentato il 14 dicembre 2004 The Art Cover, la personale di Sergio Pappalettera. Come sottolineato nel titolo, è stata una mostra che si è mossa nella zona di confine tra arte, design e musica, cogliendo in pieno lo spirito della cultura contemporanea.
Sergio Pappalettera ha portato avanti una particolare ricerca artistica che ha trovato conferma in questa mostra milanese che segue il fortunato appuntamento in Brasile presso Centro Cultural Justiçia Federal organizzato dall’Istituto Italiano di Cultura Rio de Janeiro (agosto 2004). Le sue opere partono dal presupposto che il mondo è un insieme di loghi ben oltre il prodotto e la merce.

“Posizionare questi loghi – scrive Luca Beatrice nel testo in catalogo – da una parte o da un’altra equivale ad attribuire loro un senso, un significato, un valore simbolico che invece risulta diverso. Ciò infatti li distingue dal mero oggetto di consumo, dalla marca, il cui potere di seduzione sta nell’essere uguale per tutti”.

Sergio Pappalettera ha messo insieme una serie di segni che la nostra contemporaneità ha definitivamente assunto, trattandoli tutti allo stesso modo, senza alcuna gerarchia, come fossero stickers, illustrazioni su riviste o copertine di dischi. L’impatto visivo immediato risulta tranquillizzante e, appunto, a noi familiare e rassicurante: le istruzioni per l’uso dell’ossigeno in aereo, dove trovare un cash dispenser, fare silenzio, il ristorante più vicino. Segni che ci parlano direttamente e mirano al significato.

Il livello successivo, quello più critico e aspro del lavoro di Pappalettera, ha riguardato invece l’inclinazione simbolica che investe il valore persuasivo delegato all’immagine. Che si tratti di religione o di politica, di supereroi dei fumetti o di miti sessantottini, di armi di sterminio o di ossessione per la difesa personale, un’immagine semplice riesce a raggiungere subito il centro del problema.