IL GIOCO DEL MONDO

L’imperioso Gioco del Mondo mescola l’essere con l’apparenza, l’ eterna stravaganza, vi mischia anche noi, a caso (Nietzsche, Canzone del principe Fuorilegge)

La Triennale Bovisa ha ospitato Il gioco del mondo, un progetto di Sergio Pappalettera, con la partecipazione straordinaria di Lorenzo Jovanotti Cherubini e Aldo Nove pensato per tentare di modificare la chiave di lettura dell’esposizione delle opere d’arte. Attraverso il lavoro svolto dall’artista, lo spazio dedicato alla mostra ha ospitato opere che rivisitano il “gioco e i suoi oggetti”, come reinterpretazione di elementi comunicativi e simbolici.

Nel gioco dell’uomo risplendono momenti di mondo ma rotti del dualismo di realtà e irrealtà che interferiscono nel gioco. Il gioco del mondo quindi è simbolo del mondo.

Sono stati proposti dei percorsi e delle istallazioni che nel loro aspetto “ludico” hanno consentito alle opere “gioco” di essere scomposte e ricomposte ad opera del visitatore, che è stato invitato a partecipare al gioco del mondo.

Lungo il percorso espositivo si sono incontrati quadri ispirati al gioco dei 15, composti da 14 opere che si potevano muovere, per ottenere una nuova composizione dello storico gioco. Sotto le opere dedicate al gioco dei 15 delle riproduzioni di alcune delle opere principali di Nanni Balestrini hanno renso omaggio a uno dei poeti e artisti del Secondo Novecento italiano più in grado di mettersi, in tutti i sensi, in gioco.

Un castello di carte da gioco è stato posto al centro di una sala, l’istallazione era composta da opere d’arte da poter manipolare per giocare ad inventare nuove forme e composizioni.
I vecchi giochi di legno dei bambini sono stati rappresentati con sculture animabili azionando una corda che permetteva loro di muoversi. Una sezione della mostra è stata dedicata interamente al pubblico che poteva replicare quanto accaduto nel 1972 al piede del Michelangelo: i visitatori hanno potuto colpire con un martello i “piedi scultura” messi a disposizione dall’artista.
Una parte importante della mostra è stata dedicata al “mercato dell’arte”: due opere possono essere commissionate “ironicamente” in varie dimensioni e colori con l’intento di accostare l’opera ad esigenze “personali” di tappezzerie o intonaci di case.
Una video istallazione composta da quaranta plasma manda in onda contemporaneamente tutte le aste televisive sottotitolate dai commenti dei “critici d’arte”.